Molto dell’assetto del territorio della Peranzana è stato influenzato dalla istituzione della Regia Dogana della mena delle pecore in Puglia da parte degli aragonesi che istituzionalizzò la transumanza, definì i tratturi e destinò la maggior parte del territorio alla pastorizia.

Nel 1447 gli Aragonesi, infatti,  promulgarono una legge che obbligava chiunque avesse più di 20 pecore o capre a passare l’inverno in pianura, e a pagare una tassa per la “mena” (lo spostamento delle pecore). Nel 1549 il re di Napoli Ferrante I introdusse una legge per regolare i tratturi, che dovevano essere “fatti per la comodità del calare in Puglia gli armenti, e quindi risalire nell’Abruzzo” e dovevano avere “larghezza di passi 70, liberi da alberi, orti ed ogni altro impedimento”. Il tratturo che da Aquila portava a Foggia era di 243 km, quello da Castel di Sangro a Lucera 127 km e il tratturo da Pescasseroli a Candela di 211 km. L’inizio del tratturo era segnato da una grossa pietra, chiamata “titolo”, ancora visibile a Pescasseroli. Il tratturo era largo 111 mt, i tratturelli 55 metri e i “bracci” 18 mt.

Venne, inoltre, definito “quel diritto che taluno ha di far pascere il verno, entro certo spazio detto posta le pecore del piano o del monte, in sui fondi altrui, anche a dispetto del possessore di questi.”

In pratica si istituiva una servitù su una proprietà fondiaria, dove entravano in gioco tre persone ognuna titolare di un diritto antagonista a quello degli altri due:  il proprietario del fondo, il titolare del diritto di pascolo e il pastore.

Il titolare del diritto era di solito,  la chiesa o il monastero della zona, un comune o una famiglia nobiliare ; e il pastore affittava il terreno dal possessore legittimo.

Quando un terreno veniva gravato del diritto di pensionatico o erbatico e diveniva una posta, e doveva contenere un numero prestabilito di pecore.

locazione di casalnuovo posta pecoreA questi diritti erano però sottratti alcuni appezzamenti definiti “chiusure”, normalmente recintate per impedire l’entrata degli armenti, in cui era possibile coltivare olivi, vigne e orti. (da ciò deriva probabilmente il termine dialettale chiusa con il quale si identifica l’oliveto).

Questi terreni erano dislocati in genere presso masserie. Dalle mappe della dogana si possono individuare queste chiusure come ad esempio, quelle di Reinella, Cisterne, Camerata in agro di Torremaggiore o masseria del Principe e masseria torre dei giunchi a San Severo. In queste antiche “chiusure” troveremo oggi gli oliveti con alberi secolari.

A fine ottocento si ebbe uno sviluppo dell’olivicoltura, essendo divenuto l’olio un alimento non solo per ricchi, e man mano si crearono sempre più nuovi oliveti fino a coprire una area complessiva stimata in circa 6500 ettari nei tre comuni. Oggi, dunque, l’olivo è divenuto un elemento predominante del paesaggio del territorio della Peranzana

Una passeggiata…….in Primavera…..fra alberi di Peranzana

DSC01388

DSC01382

Di seguito i dati di coltivazione olivicola attuali ricavati dall’ultimo censimento dell’agricoltura:

ettari coltivazione arborea (olivo) ettari % foggia
Feudo 8757,62 16,42
Feudo allargato 9511,29 17,84

 

Unità agricole colt. Legnose olivo tot
Feudo 5847 8722
Feudo allargat0 6799 10263

 

Feudo = Torremaggiore, San Severo, San Paolo di Civitate

Feudo allargato = feudo + Casalnuovo, Casalvecchio Monterotaro, Castelnuovo

 

Ettari di olivo sul totale utilizzato sup totale ut olivo % oliv sul tot
Foggia 325652,82 38751,26 11,90
  Casalnuovo Monterotaro 1830,46 100,49 5,49
  Casalvecchio di Puglia 1258 105,26 8,37
  Castelnuovo della Daunia 1924,16 107,21 5,57
  San Paolo di Civitate 4869,17 1028,76 21,13
  San Severo 18424,96 3228,79 17,52
  Torremaggiore 9514,49 2239,3 23,54
Feudo 32808,62 6496,85 19,80
Feudo allargato 37821,24 6809,81 18,01

 

 

ETTARI POSSEDUTI PER TIPOLOGIA AZIENDE % ettari posseduti da aziende indiv % ettari posseduti da società seplici % ettari posseduti da altre soc di persone % ettari possedute da soc di capitale % altro
Foggia 91,03 2,78 0,78 2,31 0,65
  Casalnuovo Monterotaro 97,33 1,21 0,00 0,00 1,45
  Casalvecchio di Puglia 99,63 0,00 0,37 0,00 0,00
  Castelnuovo della Daunia 93,46 5,87 0,67 0,00 0,00
  San Paolo di Civitate 95,71 1,72 0,04 1,58 0,95
  San Severo 89,91 3,15 0,34 5,06 1,54
  Torremaggiore 95,30 1,11 0,55 2,11 0,92
Feudo 92,47 2,28 0,37 3,62 1,26
Feudo allargato 93,12 2,41 0,37 2,98 0,65