Vivaismo

Il vivaismo relativo alla monovarietale peranzana impone la necessità di prelevare il materiale di propagazione (riproduzione) da apposite piante madri e di certificare il materiale prodotto non solo dal punto di vista genetico ma anche sanitario.

La propagazione è possibile con diversi metodi. Quello più comunemente e storicamente usato nei nostri territori, anche per la carenza fino a qualche anno fa di vivaismo locale, è quello per ovoli o polloni. Gli ovoli, formazione tipica degli olivi, sono molto ricchi di sostanza di riserva ed ormonali. Questi, distaccati dalla zona circostante del colletto della pianta madre, sono collocati direttamente a dimora. Lo stesso metodo viene usato per collocare gli ovoli in vivaio per l’allevamento.

I polloni radicali sono germogli molto rigorosi, insorti dagli stessi ovoli, che dopo interramento della loro parte basale, emettono facilmente radici.

tipi di innesto
propagazione per innesto

Un secondo tipo di propagazione è quella agamica per innesto che consiste nell’unione di porzioni di piante diverse in modo da costituire un unico individuo. In pratica si tratta di unire su una parte sottostante al punto di innesto, detta ipobionte o porta innesto e che generalmente è provvisto di radici, una parte sovrastante, detta epibione o nesto o oggetto, destinata a formare la chioma.

La tecnica dell’innesto è antichissima e per lo più era destinata al recupero di olivastri (piante nate spontaneamente da noccioli di olive) o di oleastri (semenzali olivi spontanei) .

La propagazione gamica da seme consente lo sviluppo di piantine da semi (semenzali) che però sono caratterizzate da una notevole eterogeneità e da una lunga fase giovanile. I semenzali, per questi motivi, sono utilizzati principalmente per la produzione di barbatelle innestate.

talee raducate
talee di olivo

Infine si può utilizzare la propagazione agamica per talea che si basa sulla possibilità che porzioni di organico vegetativo della pianta possono emettere germogli da un lato e radici dall’altro (autoradicazione) per la presenza di gemme latenti ed avventizie. La provenienza di barbatelle da un solo genitore garantisce al massimo la omogeneità fra di loro e una fase giovanile breve.

La produzione vivaistica in Puglia

(tratto da: Distribuzione dei patogeni dell’olivo in Puglia  – Saponari M., F. Nigro 1, G. Loconsole 1, G. Romanazzi 1, N. Vovlas 2, C. Cariddi 1

1 Dipartimento di Protezione delle Piante e Microbiologia Applicata, Università degli Studi di Bari – 2 Istituto di Nematologia Agraria, CNR, Bari)

La produzione vivaistica olivicola interessa il 19% dei vivai presenti in Puglia, di cui solo il 6-7%, concentra la sua produzione esclusivamente su olivo, con una produzione annuale di oltre 1.700.000 piante. L’attività vivaistica è distribuita su tutta la regione con una superficie totale investita di circa 400 ha, concentrati soprattutto nelle province di Taranto, Lecce e Bari. Ogni provincia privilegia una piattaforma varietale: la Cellina di Nardò e il Cipressino nelle province di Taranto e Lecce; Coratina e Cima di Melfi nel barese; Peranzana nel foggiano. Le varietà di recente introduzione (Leccino, Frantoio, Picholine) sono presenti più o meno in tutte le province.
La tipologia di produzione è per il 90.5% di piante innestate. Tra le cultivar di olivo utilizzate come portaseme
ci sono : “Oliastro”, “Cellina di Nardò”, “Ogliarola salentina”, “Frangivento”, “Cima di Mola”, “Ogliarola barese”.