E’ il territorio corrispondente all’attuale provincia di Foggia, ma anticamente giungeva fino al Molise. La denominazione fu data dai Greci (Daùnios), sulla base dell’indoeuropeo dhauno ‘lupo’.
Le fonti antiche (Erodoto, Tucidide, Polibio, Varrone, Festo, Plinio il Vecchio e Nicandro) parlano della suddivisione della Puglia in Daunia, Peucezia e Messapia, come effetto dell’insediamento degli Iapigi, mescolanza di Cretesi e Illiri, che avrebbero scacciato gli Ausoni (che, insieme con sabini, lucani, peligni, bruzi, campani, equi e sanniti abitavano il Meridione).
Le indagini storiche più recenti hanno accertato che intorno alla fine del secondo millennio avanti Cristo si consolidarono in Puglia, in varie ondate migratorie, almeno tre gruppi indoeuropei, in parte di ceppo illirico: i Dauni nell’attuale provincia di Foggia, i Peucezi nella Terra di Bari, e i Messapi nel Salento.
Queste immigrazioni integrarono le popolazioni autoctone e si fusero con gruppi micenei (approdati fra il XVI e l’XI secolo, lungo la cosiddetta “rotta micenea”), dando vita a culture elevate, che, successivamente, nella fase della colonizzazione greca, furono rielaborate in assonanza con i propri usi e costumi; e mantennero la loro identità fino alla conquista romana.
I primi Dauni si stanziarono sul promontorio garganico, dove l’insediamento umano esisteva fin dal paleolitico, e successivamente nella pianura e in altre zone.

Dauno
Un gruppo di questi popoli balcanici era guidato dal leggendario Dauno, che conquistò il territorio compreso tra il fiume molisano Biferno, a nord, e l’Ofanto, a sud.
Con l’aiuto dei cretesi tentò la conquista di nuove terre nel sud della regione e fondò importanti città.
Secondo la leggenda, al suo successo contribuì l’eroe greco
Diomede, che aveva sposato la figlia Drionide. Diomede fu sepolto in una delle isole Tremiti (nome attuale), che in suo onore furono chiamate Diomedeae.